I romanzi di Diego Seno

Diego Seno, 41 anni, è un agente di polizia locale e uno scrittore. Ha pubblicato lo scorso dicembre “Max P. I. Royal Club” (0111 Edizioni), suo quarto romanzo, il secondo dedicato all’ex poliziotto Max Garbo. Un giallo dal ritmo vivace e incalzante, in cui il protagonista dovrà indagare su un caso particolarmente delicato: il presunto suicidio di una ragazzina.

Signor Seno, da dove nasce questa passione per la scrittura?

«Risale ai tempi delle scuole medie: un giorno mi misi a elaborare nella mia testa una storia d’amore e decisi di scriverla. Ho quindi iniziato a immaginare altre storie: insomma, da allora mi sono sentito uno scrittore».

La saga di Max Garbo è ambientata a Padova…

«È la città che ho sempre vissuto e frequentato, sia per lavoro sia per motivi di svago. L’ho scelta per ospitare i miei gialli perché la conosco bene, ma anche per il fatto che con i suoi vicoli stretti e le sue zone d’ombra ben si presta a questo tipo di romanzi. A Padova la realtà in termini di reati commessi è migliore dello scenario partorito dalla mia fantasia, però tra la gente c’è una diffusa percezione di insicurezza, alimentata dalle notizie che passano attraverso i media».

Garbo non è il classico eroe senza macchia: tutt’altro.

«No, ha diversi lati oscuri e molti vizi, è un personaggio pieno di eccessi, dedito ad alcol, fumo e droga, perso nel labirinto della sua coscienza. Però, oltre che da ragioni meramente pratiche (nel primo libro ad esempio deve indagare per scagionare se stesso da un’accusa di omicidio, ndr), è anche mosso da un forte senso di giustizia».

Le somiglia per qualche aspetto?

«Fisicamente sì. Per il resto c’è qualche tratto che ci accomuna, ma io ho molti vizi in meno».

Al momento la saga è composta da due romanzi: proseguirà? Se sì, l’ex poliziotto riuscirà a dare stabilità alla sua vita?

«La mia idea sarebbe di arrivare a quattro o cinque libri dedicati a Max Garbo: sto già elaborando il prossimo, nella speranza di finirlo entro un anno e poi di vederlo pubblicato. Non so se alla fine il protagonista troverà un equilibrio, anche se già in “Royal Club” comincia ad avere una relazione importante con il commissario Silvia Dal Soglio».

Per concludere, ci parli un po’ di lei…

«Sono un agente di polizia locale dal 2013, ho lavorato per cinque anni a Padova e da un paio di mesi presto servizio a Monselice. Prima ho svolto diverse professioni, dal commerciante all’operaio. Vivo a Solesino, sono sposato e ho una figlia. Sono anche un poeta in lingua veneta. Amo fare jogging per tenermi in forma, seguo il calcio e tifo per la Juventus».

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